Intervista all'autrice Stefania Convalle

 

“… le parole sono delle piccole opere d’arte; quelle che fanno vibrare le anime come le nostre, come la mia, come la tua.”
(Scrivere. Alla ricerca di sé e del proprio stile – Stefania convalle 2019)

 

Ciao Stefania, sono davvero lieta di ospitarti nello spazio dedicato alle interviste di Mi libro in volo. Mi piacerebbe chiederti subito cosa ti lega alla scrittura e da quanto tempo.

«Ciao Domizia, grazie per l’ospitalità, prima di tutto. Mi chiedi cosa mi lega alla scrittura… Non so risponderti, credo sia qualcosa che era dentro di me da tanti anni, ma è rimasta a lungo in fase embrionale, una sorta di lunga gestazione che ha trovato la sua strada da una quindicina d’anni, diventando, anno dopo anno, sempre più forte e parte di me. Non potrei più farne a meno.»

I tuoi romanzi sono popolati per la maggior parte da personaggi femminili, dei quali esplori la complessa psicologia alle prese con dolori e grandi temi esistenziali, quali la solitudine e la violenza per citarne alcuni. Al contempo, però, utilizzi spesso la tecnica della coralità, che ti permette di calarti anche nei panni maschili. Come ti approcci a un personaggio uomo e cosa porti alla luce da questa immersione psicologica?

«Mi piace percorrere la strada dell’immedesimazione nei diversi personaggi, uomini, donne, giovani, meno giovani, anziani. Ognuno con le sue problematiche di vita e i propri drammi. Forse è un modo per capire il mondo circostante e anche sé stessi. Penso infatti che ognuno di noi sia tanto di più, nel bene e nel male, di quello che si conosce.»

Il silenzio addosso di Stefania Convalle - Edizioni Convalle, 2018
Il silenzio addosso di Stefania Convalle – Edizioni Convalle, 2018

In alcune delle tue storie compaiono alcuni personaggi quasi “magici”, dei veri e propri aiutanti per i protagonisti alle prese con la loro crescita interiore. Uno fra questi è l’anziana sciamana Carolina de Il silenzio addosso, che sa guarire profonde ferite dell’anima. Anche il romanzo successivo Anime antiche affronta un percorso di iniziazione alla vita attraverso il tema del Destino. Secondo te, oggi, la nostra vita è guidata dal destino o l’individuo è davvero l’artefice del proprio destino?

«Credo che le sue strade – destino e artefice del proprio destino – viaggino insieme. Anche se, a prima vista, sembra una contraddizione, questa mia affermazione. Penso che ognuno di noi nasca con uno scopo, un talento, una missione… Il percorso interiore ci porta a comprendere quale sia la propria strada, se siamo disposti ad ascoltarci, naturalmente. E allora, ecco che diventiamo artefici del nostro destino, realizzando quel destino già scritto per noi. Penso anche che le tante infelicità esistenziali nascano proprio dal non comprendere questo e dal condurre una vita che non è quella per la quale siamo nati.»

A questo punto, vorrei accennare a una altra tua inclinazione, che è quella della lettura dei Tarocchi. Per molti sicuramente potrà sembrare una attitudine slegata dalla scrittura, in realtà, come ci dice lo psicoanalista junghiano Claudio Widmann, leggere i tarocchi è proprio una attività di ricerca interiore. Non dimentichiamo che i Tarocchi sono immagini dietro le quali ogni osservatore può imparare a cogliere nessi e significati nascosti, e tu spingi spesso i tuoi autori a lasciarsi ispirare dalle foto. Ci parli del tuo rapporto con questa arte immaginale?

«La mia passione per i Tarocchi nasce da un’inclinazione verso un mondo esoterico, del quale la lettura delle carte fa parte. Per me è un linguaggio in codice, un tramite per comunicare con energie e dimensioni. La lettura delle carte, attraverso i simboli, può fare chiarezza in chi si rivolge a esse, a patto che chi fa da tramite si ponga come un mezzo, annullando l’ego e approcciandosi a questo ruolo con il cuore pulito.»

Anime antiche di Stefania Convalle - Edizioni Convalle, 2019
Anime antiche di Stefania Convalle – Edizioni Convalle, 2019

Le tue storie sono spesso ambientate a Milano, una città che porti dentro di te, la tua Milano, di cui parli proprio come se fosse un personaggio. Nelle descrizioni, essa si anima, palpita di sentimenti perduti delle metropoli, come la solidarietà. Chi è per te, a questo punto, Milano?

Milano per me è “la madre”. Mi ha insegnato a vivere la metropoli, ad aprirmi al mondo e agli altri senza paraocchi di sorta.»

Protagonista indiscusso nei tuoi romanzi è l’amore, un sentimento che analizzi in ogni sua sfaccettatura, da quello genitoriale a quello di coppia. Dove ti porta, ogni volta, l’amore che racconti con grande perizia psicologica?

«L’amore è il motore di tutto. Nei miei scritti parlo dell’amore universale, come concetto di vita.»

Nel 2017 hai fondato la Convalle Edizioni, che tu ami definire “una casa editrice col cuore d’autore” Un gesto coraggioso ma anche passionale, quindi. Ci racconti come è nata la tua casa editrice e in cosa si distingue nel panorama letterario nostrano?

«La differenza, in tutte le cose, la fanno le persone. Io ci metto il cuore, la passione, l’amore per gli altri, aiutandoli a realizzare il sogno di pubblicare. Cerco di farlo al meglio, rispettando lo slancio entusiasta che mi ha portato ad aprire questa casa editrice. Non è facile portare avanti un modello come il mio, dove decido sempre con il cuore e poco con il portafoglio. Ma quando sento l’emozione dei miei autori quando realizzano il sogno, beh, niente mi ripaga di più.»

Quali sono i criteri principali con cui valuti un manoscritto che gli autori esordienti ti inviano?

«Sicuramente valuto come si pongono, perché detesto l’arroganza e la presunzione. Quando poi valuto un’opera, insieme al team delle mie collaboratrici che mi affiancano e fanno un gran lavoro, cerco la bella scrittura e soprattutto il guizzo creativo, il genio letterario. Cerco il talento.»

Scrvere. Alla ricerca di sè e del proprio stile di Stefania Convalle - Edizoni Convalle, 2019
Scrvere. Alla ricerca di sè e del proprio stile di Stefania Convalle – Edizoni Convalle, 2019

“Scrivere. Alla ricerca di sé e del proprio stile” è invece il manuale di scrittura che hai pubblicato nel 2019. Di Scrivere si legge che è un libro “scritto in leggerezza”, ovvero con l’intento di trasmettere passione e rispetto verso la scrittura, che consideri in primis libertà e sperimentazione. Nel tuo manuale conduci il lettore in un vero e proprio viaggio interiore con l’invito a utilizzare la semplicità e il cuore. Ed è proprio il cuore che guida i tuoi consigli, al punto che il lettore sembra immerso in una vera storia, quella di sé e la sua scrittura. Come suggerisci di conciliare, durante la stesura di un racconto o di un romanzo, la pancia con la disciplina?

«La risposta è molto semplice: si scrive con la pancia, si corregge con la testa. Spegnere il cervello quando si “crea” è fondamentale. C’è un tempo per far parlare l’ispirazione che arriva dalla pancia e dal cuore, e c’è un tempo per usare la testa, quando si rilegge e si corregge. Bisogna sviluppare una grande autocritica e per questo ci vuole disciplina.»

Stefania è sempre attiva nell’organizzazione di eventi culturali e nuove proposte. Ti va, in conclusione, di accennarci ai nuovi progetti che bollono in pentola in casa Convalle?

«I progetti sono sempre tanti. Le idee arrivano copiose. Devo però fare i conti con il tempo. Praticamente dedico la mia vita alla scrittura, intesa come casa editrice, laboratori di scrittura, eventi di tutti i tipi, e scrivere le mie opere. Ciò mi assorbe 24 ore su 24. Confesso che ultimamente, quando vado a dormire, “parlo” col mio Angelo Custode al quale chiedo di indicarmi la strada e di portarmi dove devo arrivare. E dove devo andare, lo scopriremo insieme, io e voi.»

Auguriamo a tutti i lettori di scoprire insieme all’autrice intervistata la sua scrittura e i suoi nuovi progetti.

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